mercoledì 1 aprile 2015

Holly & Benji (le sigle nel mondo)

Benvenuti a questa nuovissima rubrica del Blog, nella quale analizzerò le sigle dei cartoni e dei telefilm di successo, comparando quelle originali con quelle create dalle reti televisive di tutto il mondo! Il primo appuntamento è dedicato a Captain Tsubasa, conosciuto dai telespettatori italiani come Holly e Benji!


E' innanzitutto doverosa una piccola riflessione sul nome italiano della serie: "Holly…e Benji". A sentir così, sembrerebbe che tutta l'opera fosse basata sulla rivalità tra l'attaccante ed il portiere, ma questo non accadde che per i primissimi episodi: Genzo Wakabayashi poi si defilerà, andando a ricoprire nella saga un ruolo davvero marginale. Meglio fecero gli spagnoli a rinominare l'anime "Olive e Tom", affidando a Taro Misaki ("Tom Becker") un più plausibile ruolo da comprimario.
Ma dei nostri amici europei ci occuperemo in seguito.

Ricordate la primissima sigla italiana, datata 1988 e intonata dalla voce di un bambino (Paolo Picutti), che, complice la pessima qualità audio, rendeva particolarmente arduo distinguere le parole? L'autore della melodia era nientemeno che il maestro Augusto Martelli (autore di tante altre sigle e stacchetti musicali dei programmi dell'allora Fininvest, tra i quali cito "Grand Prix", "OK, il prezzo è giusto", "Casa Vianello"), alla quale fu abbinato il testo di Alessandra Valeri Manera (accreditata come Alinvest) e Nicola Gianni Muratori.

Ad essa associo tanti ricordi infantili pomeridiani, e una quantità industriale di succhi, biscotti e altri dolciumi industriali che accompagnavano la mia merenda… che guardacaso coincideva sempre con la sigla del cartone.



Dal 1995 in poi quel brano ormai datato fu sostituito da un altro pezzo, affidato a Cristina D'Avena e Marco Destro, con musica di Silvio Amato con testo della solita Valeri Manera. Se la prima canzone mi appariva da "Zecchino d'Oro", la successiva mi ha sempre infastidito per la sua inutile retorica; la voce femminile fingeva più che mai un'ingiustificata emozione, e Marco Destro che ho sempre pensato avesse qualche cosa bloccata in gola.


Finchè nel 2005, in occasione del lancio dei nuovi episodi, venne realizzata una terza sigla in italiano, con Cristina D'Avena stavolta affiancata da Giorgio Vanni, universalmente considerato suo erede, e capace di dare ad ogni brano da lui interpretato quell'inconfondibile sfumatura baby-truzza. Ormai i bambini del nuovo millennio non vivevano più quell'infanzia innocente e dorata degli anni '80, ma si trovavano già proiettati in avanti, e a dimostrarlo era quel giro di piano e quella voce elettronica che volevano a tutti i costi richiamare gli Eiffel 65. Musica dello stesso Vanni e di Max Longhi, che come nel caso di "What's my destiny Dragonball" attinge a piene mani dal Canone di Pachelbel
E il testo? Ancora di Alessandra Valeri Manera.



Ma vi siete chiesti quale fosse stata la sigla originale? Si intitolava "Moete Hero", ed accompagnò la primissima parte della serie. Proprio da questo brano fu tratto quel motivetto inserito durante i frangenti più epici delle partite, che forse avrebbe suscitato qualche emozione in più se il telespettatore italiano lo avesse associato alla sigla, come per dire: "cacchio, ora fanno sul serio".
E invece no.



Questa è invece "So long dear friend", corrispondente al periodo dello scontro tra le nazionali.



Ecco invece "Fighting", la sigla del remake del cartone, che arriva fino a comprendere l'epopea di Shingo Aoi (Rob Denton in Italia) e il suo approdo all'Inter.



E per finire, la sigla di "Road to 2002", serie che narra le gesta di Holly al Barcellona e Lenders alla Juve (rinominate rispettivamente Catalunya e Piemonte per motivi di diritti).



Non mi soffermerò a parlare delle sigle di chiusura, che in terra  nipponica, per tradizione, sono sempre state differenti da quelle iniziali, ma una domanda me la voglio proprio fare: come andarono le cose nel resto d'Europa? In Germania "Moete Hero" fu mentenuta, appositamente tradotta ed adattata in lingua teutonica.


Al contrario i nostri amici francesi, oltre ad aver avuto un cartone intitolato "Olive et Tom", ebbero come sigla il pezzo che in Italia era stato affibbiato a Lupin!
Tutto a causa di alcune scelte commerciali di "La Cinq" (gruppo Fininvest), che decise che in Francia... quella melodia si sposasse meglio col calcio rispetto che con le mirabolanti imprese del ladro gentiluomo.


Lo stesso accadde in Spagna… "Telecinco" (sempre di proprietà del Biscione) fece lo stesso abbinamento per "Oliver y Tom".


E in Portogallo? C'entrava la Fininvest pure lì? Niente domande, beccatevi piuttosto questo bel duetto al suono di "Oh-ah-oh-ah-oh-ah-oh"...!


Questo è l'unico pezzo che invece sono riuscito a trovare in lingua inglese, relativo alla serie "Shin" (periodo delle nazionali).


E per concludere, ecco "Moete Hero" nella sua versione in carne ed ossa!


Alla prossima!

Nino Baldan

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